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Anche noi mamme autismo abbiamo le crisi.

E se avessi io una crisi? Una crisi nella crisi.
Scrivo a Paola:
– Daniele fa le puzze mentre registro gli audio su Whatsapp!
In realtà le volevo dire che oggi faceva schifosamente caldo e il centro commerciale sembrava la risposta più adattamente autistica che si poteva proporre il 16 di agosto; le strade vuote e qualche temerario gruppo di ragazzi sui monopattini sfrecciavano con le mascherine legate sui polsi, quell’aria di chi vuole domimare una rivolta con la fronte umida di un’estate che si ribella, forse adolescente o semplicemente insicura.
Mi aspettavo un freddo glaciale, invece la temperatura tra i negozi era leggermente più bassa rispetto a fuori e quella che doveva essere un’uscita nel nulla si è invece rivelata una pascolata da zombie imbavagliati.
– Allora che dobbiamo prendere?
Cristian era già nervoso perché Daniele mostrava i primi sintomi di chi si è rotto le balle e vuole uscire.
– Sicuramente i pannolini per Leo, il latte e… Non mi ricordo, poi sicuramente mi verrà in mente.
Credo che anche Cristian volesse uscire, ma non dal centro commerciale, uscire proprio dal Mondo per 3 secondi, fare un respiro e poi rientrare. Io lo vorrei, dopo sei mesi passati in casa con tutti e tre, vorrei proprio uscire dal Mondo per pochi secondi, anche dieci, ma tre vanno benissimo, come canta Jovanotti “un respiro profondo per non impazzire, una semplice storia d’amore…”
– Che libro è?
– Ti amo come lo hanno detto gli uomini famosi.
La sua faccia era un punto di domanda enorme, così ho aggiunto:
– Il libro che Carrie leggeva a Mister Big
– Lo leggerai a me?
– Se vuoi…
– Si ma prima dobbiamo andare a nascondere i libri di Fabio Volo.
Ecco, questa cosa che facciamo nelle librerie, ogni volta che troviamo i libri di Volo mettiamo il mio libro davanti.
Lo fanno tutti gli scrittori e chi dice il contrario è un bugiardo… O Fabio Volo.
Daniele era sempre più irrequieto dovevamo accelerare prima che un semplice pomeriggio in famiglia si sarebbe trasformato in urla e pianti; girava le ruote della sedia a rotelle andando addosso al maniglione di fianco al muro, il contatto del cerchio con il muro faceva un suono simile ad una busta accartocciata, così continuava mentre svelto voleva uscire con Manuel al seguito. Di fianco vedo un negozio nuovo, lascio il passeggino di Leo a Cristian e prendo Daniele per le maniglie della sedia a rotelle, gli dico con voce calma di accompagnarmi nel negozio ma appena entriamo con uno strattone va avanti si divincola nelle corsie buttando giù una pila infinita di maglie.
Da lì il black-out, mi abbasso la mascherina, lo guardo negli occhi e lui si pietrifica gli dico di andare fuori. Non dopo, subito:
– Fuori!
Lo urlo lentamente, una sola volta. Avevo gli occhi gonfi di: lacrime, caldo, centro commerciale, autismo, sedia a rotelle, meno di un mese all’inizio della scuola, la risposta a quel messaggio inviato dieci giorni fa, sei mesi in casa con loro, casi covid in aumento, la scuola rischio riapertura, ultimo anno di elementari.
Era tutto nei miei occhi che mentre vedevano Daniele di spalle uscire piangevano inzuppando la mascherina; la commessa inizia a raccogliere le maglie e mi dice che non fa nulla, non importa, io mi chino per aiutarla e per nascondermi. Scoppiare così in lascrime il 16 di agosto in un centro commerciale affollato.
Guardo le maglie e sopra c’è scritto “Sei unica” come quel 10 marzo del 2016 quando Totti si alza la maglia dopo aver segnato con un cucchiaio durante il derby.
Sorrido ed esco senza curarmi del rimmel finito ovunque e Cristian guardandomi dice:
– Ti hanno menato?
– No – rispondo ridendo e lui mi abbraccia facendo tornare tutto alla…
Non osate dire normalità.

Pubblicato da Katiuscia Girolametti

Rianimo le parole uccise dalle bocche cucite.

12 Risposte a “Anche noi mamme autismo abbiamo le crisi.”

  1. Dovrebbe ripassare la grammatica prima di scrivere. Ci sono due strafalcioni da paura. Comunque solo una madre idiota porta i figli al supermercato come svago.

    1. Signora si faccia un esame di coscienza e prima di aprire bocca, o meglio, prima di esprimersi, senza conoscere, metta in funzione il cervello e vada a farsi una lunga passeggiata con la speranza di non incontrarla, altrimenti una decina di calci in c non glieli toglie nessuno!!!

  2. “Signora”, ma che commento è?
    La mia mamma mi ha insegnato che “se non puoi dire una cosa gentile, eviti di dirla” (citazione da “Bambi”).

    È ovvio che per gli autistici non vadano bene i centri commerciali,
    che per gli autistici non vada bene il caldo di ferragosto,
    che per gli autistici non vada bene stare troppo in casa,
    che per gli autistici non vada bene il parco col sol leone.
    Con tre bambini di cui uno in sedia a rotelle ed uno in passeggino, dovendogli dare da mangiare e cambiarli la situazione meno problematica mi pare proprio il centro commerciale. Ma bisogna viverle queste situazioni per saperlo e quando si vivono si sta zitti.
    Tanto poi lo sai che la crisi ci sarà sempre. Il motivo potrà essere visibile, evidente, procurato o interocettivo. La cosa bella, bellissima, che è avvenuta ieri è che Daniele con un solo sguardo abbia capito. È un tassello importante nella sua crescita di ometto che fa parte di una famiglia. Quella famiglia.

  3. A parte che non vedo errori anzi trovo che tu hai una scrittura davvero emozionante e nemmeno immagini quanta stima ho per te e la tua famiglia. Lascia stare la signora, non merita pubblicità

  4. Katy la signora che non oso neanche citare nel mio commento non ha bisogno di risposte perché sinceramente lo ha fatto lei da sola…..ignorante come “ti cita lei è quindi anche io sono ignorante siamo persone che ignorano” le stronza è e così rimarrà a sto punto mo fa anche un Po pena!!!!

  5. Maria Carla, non signora. Le auguro solo una cosa, di avere un figlio od un nipote con autismo. Lo so, sono cattiva, ma solo così potrebbe comprendere L effetto che le sue parole, schifose, fanno ad un genitore con un figlio affetto da questa sindrome? Questo invece per Katiuscia????????????? Seve

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