Attenti alle conseguenze

La conseguenza è la conclusione dedotta a logica, quella più plausibile in una determinata situazione, quindi si ipotizza il discorso e se ne trae una conclusione, quella conclusione è la conseguenza.

Logica? Dipende! Esiste la variante umana che visto il periodo, non è una mutazione genetica, ma bensì quel margine di errore che prevale ancora su di noi, l’istinto, il ragionare di pancia, il trarre finali fantasiosi posti a priori da un nostro pregiudizio, l’idea che quella persona è così e quindi per forza di cose…

Oppure l’amore, anche lui ci fa tirare conclusioni del tutto opposte o fuorvianti, perché proprio nell’amore torniamo ad essere istintivi, primordiali, senza ragione. Se c’è una cosa che ci distingue dagli esseri primordiali nell’evoluzione è il ragionamento, tanto più pensiamo a fondo tanto più la nostra conclusione sarà logica, tanto più ci affrettiamo a sparare cazzate tanto più siamo deficienti, è scienza proprio! (PIÙ o meno).

Ieri parlando con la pedagogista mi spiegava l’importanza delle conseguenze su Daniele, essendo abituato che quasi tutto gli viene fatto al suo posto, anche quando dovrebbe farlo lui avendone la capacità, cosa succede se smettessimo di farlo? Nel senso, se lui ha sete gira il bicchiere lo batte sul tavolo e noi, io, Manuel o il papà versiamo subito l’acqua, può farlo da solo?

Si ovviamente, quindi se noi smettissimo di versare l’acqua lui lo farebbe da solo secondo una conclusione logica, secondo me potrebbe morire di sete, perché conservo l’istinto materno, un mix di paura possesso e protezione, per cui la parola accudire diventa legge.

Ma quale sarà la conseguenza giusta? Non lo sappiamo, sicuramente l’istinto della sete farà in modo che lui si versi l’acqua, ma il mio di istinto? Quindi la conseguenza non è mai reale ma solo frutto di mille ipotesi, diciamo che se la sai incartare bene, vinci! (A questo punto si è aggrovigliato tutto il discorso ma continua a leggere) E poi questo vale un pò su tutto nella vita. Adesso no, mi sono accorta che Daniele ha dimenticato il tablet a casa, gli serviva a scuola e, per conclusione ovvia deduco che non lo userà, per conclusione di mamma prenderei la macchina e di corsa lo porterei a scuola, per conclusione didattica gli deve servire da lezione in modo che domani se ne ricorderà di questo suo compito, ma la conclusione reale è quella che preferisco, in mezzo tutta questa teoria vedere Daniele adattarsi a nuove situazioni da solo, per una persona autistica è il massimo sforzo richiesto ed è quello che dovremmo fare un pò anche noi.

Adattarsi ai cambiamenti, delle cose, eventi ma sopratutto delle persone, ricordando che le menti chiuse puzzano di vecchio. Stiamo scegliendo la nuova sedia a rotelle ma stavolta non tingero’ i capelli di viola.

Pubblicato da Katiuscia Girolametti

Rianimo le parole uccise dalle bocche cucite.

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