Recensione a cura

di: Giovanni Gentile 

Percorriamo una strada a senso unico, senza la minima possibilità di tornare indietro, costellata da miriadi di
incroci e infiniti bivi, prima o dopo credendo di prendere lo svincolo giusto ci troviamo a imboccarne uno irto e
pericoloso, senza apparentemente via d’uscita.
Allora mi trovo a pensare che forse ho sbagliato qualcosa e mi rispondo che no non sono io come non credo che
sia tu, o forse si io troppo innamorata, tu troppo stronzo
Finirà questa tortura?
No, purtroppo penso che per quelli come me non finirà mai, cambiano i tempi cambiano i volti, ma la storia è
sempre la stessa
Persone come me innamorate dell’amore più che della persona, e mi aspetto inutilmente che tu capisca le mie

pene.
Non è un mio racconto, ma è quello che suscita il personaggio scritto e descritto da Katyg.
Una donna, come tante
e come poche innamorate e perse in un intricato labirinto dove sembra che farsi male, – cosa se ne fa un uomo di
una donna impazzita, – lei grida, lui in silenzio, lei mostra il suo cuore , lui l’osserva lei urla lui non risponde – sia
la sola cosa da fare per rimanere viva, e cosi via tutto il libro poesia dopo poesia, frase dopo frase un prendere e
lasciare un amare e odiare, piangere e ridere
Ma i mille incroci e bivi prima o poi riconducono alla strada principale e allora..
Allora ricomincio a vivere libera più di prima.
Giovanni Gentile su “ Firmato tua F “ di KatyG

Katiuscia Girolametti