Daniele ama la musica
gli piace suonare
suona ogni cosa
per ogni oggetto c’è un rumore
Il rumore è suono
Il suono ha ritmo
Il ritmo ha unicità
l’unicità è musica
la musica serve a distinguere gli stati d’animo.
E non c’è cosa più difficile per un autistico che riconoscere le emozioni.
Come quella volta che fuori
scuola pioveva e Daniele si mise a ballare.
Non c’era la musica, era solo pioggia che cadeva
rimbalzava
picchiava sopra i raggi della sedia a rotelle.
Per me era semplice pioggia
per lui no, per lui era l’orchestra autunnale.
È così sapete, tutti abbiamo un suono, persino io
Daniele me lo fece conoscere
lo stesso pomeriggio, quello della pioggia, mi prese il dito indice, come fosse lo spazio vuoto tra la seconda e terza riga del pentagramma, lo strinse nella sua mano che agganciava, disegnava salendo sulle altre linee formando una chiave di violino e iniziò:

diventò rosso, lo sentì pulsare, il cuore batteva
lo sentivo
quello era il mio suono.
La musica che faccio quando siamo insieme
prima veloce
poi rallenta, diventa dolce, armonica, piena, evolve in amore, stupore, incredulità, vita, io. Tolse la mano lasciando la bacchetta da maestro, il sangue tornò a fluire, la pelle si schiari’ attraversata da piccoli brividi freddi. Non sapevo di avere un suono, non sapevo di poter parlare senza muovermi, senza bocca, senza corpo, solo attraverso le vibrazioni che escono dalle sensazioni che vengono provocate.

Daniele è in grado di ascoltare le emozioni del Mondo soltanto toccandolo
e chissà se anche il Mondo,
un giorno, sarà in grado di capire lui.

Katiuscia Girolametti