Pensare fuori dagli schemi.

Sono stati scritti molti libri che parlano di disabilità, io stessa ne ho letti a iosa per sempre poi ritrovarmi con un senso di insufficienza, come se mancasse qualcosa, un sospeso tra me e quello che trovavo tra le righe. Cosa mancava realmente? Da qui la mia voglia di dover dire, scrivere la storia di Daniele; in numero 5 racconto la disabilità, ma non come siamo abituati a sentirne parlare, non è una storia di pietà ma bensì di forza, di coraggio, volevo lanciare un messaggio positivo, costruire un ponte per collegare finalmente quel sospeso tra noi, verso un mondo meraviglioso: il mondo disabile. Quasi venti anni fa esordiva il gruppo neozelandese: i crunberry con animal instinct “è una cosa bella, l’istinto animale
quindi prendi le mie mani e vieni con me

cambieremo la realtà” ma l’uomo è innanzitutto un animale abitudinario, attratto dalla sicurezza, dalla comodità, da tutto ciò che gli è familiare e, cosa succede quando di fronte a lui si prospetta una diversità? Siamo tutti per causa nostra la somma delle nostre paure, senza più istinti e per andare incontro al destino dobbiamo inevitabilmente affrontarle, la nostra paura maggiore è il diverso, spaventa molto quello che non è simile a noi. Come genitori, operatori, medici, stiamo facendo tantissimo per adeguare le capacità dei diversamente abili al mondo; io con il mio libro ho voluto invece fare l’opposto, stravolgere la meccanica degli eventi, Il mio obiettivo è quello di presentare, abituare la società al diverso perché in fondo dove sta scritto che siano loro a doversi integrare? Perché non lasciamo che siano gli altri ad adattarsi al diverso? Può sembrare un’utopia, quando in realtà molto già è stato fatto, pensiamo ad esempio ai ragazzi con la sindrome di Down che negli ultimi 30 anni si sono integrati nella comunità, nel lavoro, si sposano, hanno figli, hanno raggiunto un’indipendenza sociale, superato la schermata del “diverso” agli occhi dell’uomo.
È ora di rompere gli schemi mentali che chiudono una società senza più stimoli, immaginiamoci come tanti eroi, il nostro compito è quello di salvare il mondo, salvare il mondo dalle paure, il nostro compito è quello di raccontare, di scrivere, di parlare, di dire le nostre testimonianze. Facciamo conoscere il diverso, perché in fondo non c’è nulla di male nell’essere speciale.

#N5NONENEUNPROFUMONEUNMAMBO

Katiuscia Girolametti