Leggere fino alla fine

Recensione della prof. Paola Trivulzio
Da leggere fino alla fine <3
“Come ebbi già modo di dire per “N. 5 non è ne è un profumo né un mambo”, “la normalità è sopravvalutata” finisce troppo presto. Mio figlio Claudio quando ha sentito i titoli di coda ha domandato “come è già finito?”. Ti appassioni alle avventure ed ai protagonisti.
15 euro è il costo di una cena in un discreto ristorante ma “La normalità è sopravvalutata” ti riempie il piatto. Katy Girolametti ti porta nella scena, diventi parte della famiglia. Vivi l’attesa al bowling ed anche l’amarezza e ti dici che lei ha fatto la cosa giusta ad inventare una scusa per i suoi figli e ti chiedi se ne saresti capace, perché la reazione sarebbe quella di girarsi verso la reception ed annientarla con un alito di drago. Come mamma di ragazzi speciali lo so. So che quello che è maturato in me in questi anni è la pazienza. La capacità di non trasformare in catastrofe. Rasserenare. Perché ho la consapevolezza che la situazione potrebbe trasformarsi in qualcosa di ingestibile se io dessi di matto. Dietro al  “va bene se non si può fare diversamente” detto con occhi di fuoco, mentre scuoto il capo, in verità  c’è il fatto che non si spreca energia per chi non è in grado di provare a capire.
Katy anche in questo nuovo libro è stata precisa, chirurgica, mai esagerata ma non ha trascurato niente. Questa volta però non ci ha raccontato levandosi qualche sassolino dalla scarpa. Ci ha messo nella storia e ci ha lasciato interrogare (finalmente anche sui grandi vantaggi della lg. 104). “Qual è il problema se ha i capelli viola?” avreste dovuto vedere l’espressione di mio figlio Davide, sbigottito non capiva “rispetto alla situazione afghana o alla pace nel mondo… i capelli viola??? Come ho fatto a non rendermente conto???”
Katy nel porsi la domanda se ciò che stia accadendo sia normale e se siano lei e la sua famiglia a sbagliare ci dà anche delle risposte: la normalità è mediocrità, stupidità, ha a che fare con l’educazione, e se avesse a che fare con i malavitosi? Forse è qualcosa che ha a che fare con i limiti e le congetture mentali, o con la superficialità, è rumore, arroganza, non è libertà, è noiosa.
Con un colpo di vocabolario ce le definisce anche, senza aggiungere fronzoli.
È per questo che chiederò a lei ed alla casa editrice di portermi servire di alcune pagine (diverse. Almeno tre storie o forse più) da leggere ai miei alunni. Ho trascorso l’ultimo anno scolastico tra le domande dei ragazzi circa l’omosessualità, le prese in giro tra di loro e le sollecitazioni delle discussioni sul DDL Zan, le questioni sui canoni di bellezza sociale e l’aver provato sulla mia pelle l’aumento di peso dovuto ai lockdown ed ho cercato di rispondere loro che non esiste il diverso perché cosa è uguale? La normalità è una norma, una regolazione, un canone che ci diamo per? La verità è che siamo tutti unici e se ci guardassimo così tutto sarebbe novità. La scoperta di chi è l’altro. Lo stesso sguardo con il quale si guarda una torta. Questo è il perché leggendo questo libro ho immaginato di leggerlo in classe e ho visto i miei ragazzi coinvolti nelle situazioni di Daniele, Manuel, mamma e papà e li ho visti diventare paladini contro… contro la stupidità che più volte ci vede protagonisti. Ho visto aprirsi il discorso su cosa sia la normalità, come fa l’autrice lasciandoci alcune pagine a disposizione per fissare i nostri pensieri. Pagine che rimangono puntualmente vuote perché nel leggere si resta senza parole. Tutto ciò che adottiamo come comportamento normale non ha nulla di normale.
Sapete cosa resta? Resta la voglia di sapere come andrà avanti la vita dell’Unico Daniele, che vive con Manuel, che senza saperlo sta facendo del suo nome una realtà e di come diventerà il LEOncino che è entrato a far parte della famiglia. Resta solo da sperare che la Girolametti continui la saga.”
Grazie prof. Ti voglio bene
#lanormalitàèsopravvalutata

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Pubblicato da Katiuscia Girolametti

Rianimo le parole uccise dalle bocche cucite.

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