Non ci stupiamo troppo per favore! Io da bambina frequentavo una scuola cattolica privata di suore, ricordo una volta tornai a casa e dissi “libretto e moschetto fascista perfetto” mio padre non seppe se buttarmi dalla finestra o farsi sanguinare violentemente le orecchie, fatto sta ché stavamo studiando quel periodo storico e le suore ci tenevano a parlare con tanti dettagli dei fascisti, del fascismo, Mussolini, le scuole, le strade, l’inno d’Italia con la mano sul cuore, il saluto romano e mio padre che nel portafoglio aveva la tessera con il garofalo rosso in bella vista la guardava come un santino quasi a pregare che – tutto ma no fascista –

E ricordo anche la storia di Biancaneve, si la ricordo bene, ma io questa cosa del bacio non la conoscevo mica.

Le suore ci raccontarono che Biancaneve si strozzo’ con un pezzo di mela e il principe salvò la principessa risucchiando questo torsolo incastrato scatenando una reazione di “bleah”.

I grembiuli erano blu per tutti, maschi e femmine, le divise da ginnastica blu, maschi e femmine, l’amore era un veto tranne quello per Gesù, non si poteva cantare, non si poteva ballare, urlare, parlare e la bacchetta di canna di bambù dietro la lavagna era terribile.

Comunque per me Biancaneve non è mai stata baciata e mi piace continuare a pensarla così e, sì! Mi piace anche il fatto che viene salvata da un principe perché è vero “ci salviamo da sole” ma l’amore è proprio lì, non nel bacio ma nella persona che è venuta a salvarti.

Ah! Papà tranquillo non sarò mai fascista.

Katiuscia Girolametti