Recensione di N°5 non è né un profumo né un mambo a cura della scrittrice Tatiana Foschini

 

Ironico, tagliente, vero e senza censura. Un libro che ho divorato, ma non con la smania di conoscerne il finale. No, no di certo. Piuttosto con l’intento di comprendere cosa significhi trovarsi dall’altra parte di quel ponte che noi tutti chiamiamo “normalità”.

Ti arrabbi, piangi, sorridi tutto nel giro di poche righe: non ho mai potuto guardare il punto di vista di una madre nei confronti della disabilità, ma ho potuto approcciarmi a questo mondo con la scuola, il tirocinio e l’insegnamento, anche se mi è mancato un contatto diretto. C’è un mondo dietro quegli occhi che i più vedono spenti, un mondo capovolto o semplicemente incomprensibile a chi lo guarda notando solo la diversità, e il miglior modo per approcciarsi è quello di osservare e smantellare ogni tipo di arcaica convinzione possa essere radicata in noi.

La cosa sorprendente è trovarsi faccia a faccia con l’autrice che si mette a nudo, senza mai indurre ad uno stato d’animo di commiserazione: vieni totalmente rapito dalla forza d’animo, dalla testardaggine a volte, dalla volontà di riscatto per un essere umano che pretendi abbia una vita dignitosa al pari di tutti e possa migliorare, possa trovare un modo non di sopravvivere, quanto di vivere.

Non è stata una semplice lettura di un libro, quanto piuttosto un viaggio che mi ha fatto comprendere meglio quanta forza sia necessaria per crescere un figlio in un mondo che poco conosce la disabilità, quanta determinazione sia necessaria a non abbattersi mai e a lottare per i diritti che a volte diamo, da fuori, per scontati.

Il tutto descritto con una “penna”, quella di Katy, che io trovo unica nello stile con la sua capacità di descrivere emozioni allo stesso modo di un pittore che deve rappresentare con i colori un paesaggio cangiante ad ogni stato d’animo mutato.

 

Tatiana Foschini

Grazie Katiuscia Girolametti

N°5 non è né un profumo né un mambo