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  Quindi Daniele inizia a guardare un documentario sui fenicotteri rosa, mi avvicino sgranocchiando i cracker – bello, bello! Lui alza la mano per zittirmi così prendo la sedia e strusciandola mi accovaccio vicino masticando fastidiosamente come un scoiattolo. – Manuel vieni a vedere questo video sui fenicotteri, Manueeeeel! È sordo! Comunque bello il documentario, […]

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Destinazione planetario! Ma facciamo un passo indietro. Ieri: sopralluogo. Principalmente è un mio compito ma anche Manuel ultimamente mi aiuta nel sopralluogo, si tratta di prendere quante più informazioni possibili sulla destinazione, per preparare Daniele all’uscita, ed evitare o quantomeno contenere, crisi d’ansia. Quindi: accessibilità, acustica, spazi chiusi, cibo, luci, soprattutto le recensioni degli incazzosi, […]

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La rana sorda Come le parole influenzano il nostro cammino La rana sorda. C’era una volta una gara fra ranocchi il cui obiettivo era arrivare in cima a una gran torre. Richiamata dall’ insolito spettacolo, si radunò molta gente per vedere e fare il tifo. Cominciò la gara, ma in realtà, la gente probabilmente non […]

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Ciao Daniele

ti scrivo una lettera perché oggi ho ritrovato questa tua foto, ti scrivo una lettera perché tu possa rileggerla magari un giorno, ti scrivo una lettera perché non devi mai dimenticare la forza con la quale affronti la vita
tu mio esempio
tu mio cuore
tu mio tutto.

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Mia nonna diceva che quando una donna si sentirà triste, quello che potrà fare è intrecciare i suoi capelli: così il dolore rimarrà… intrappolato tra i suoi capelli e non potrà raggiungere il resto del corpo.
Bisognerà stare attente che, la tristezza, non raggiunga gli occhi, perché li farà piangere e sarà bene non lasciarla posare sulle nostre labbra, perché ci farà dire cose non vere;

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Lessi per la prima volta questo libro nel 2015, poi di nuovo, poi ancora… A distanza di un mese credo di averlo letto almeno dieci volte, ero io o forse un’illusoria proiezione di quella che sarebbe stata la mia vita o semplicemente quello che io volevo, sarebbe stato il futuro o chissà. Però dire oggi […]

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Stanotte la crisi: profonda, lunga, ho creduto fosse la fine, aveva il viso rosso le labbra violacee, gli occhi pieni di nervature sanguinose, l’aria gli passava a gocce nella trachea che sembrava chiudersi, cercava affamato di ossigeno spirando sospiri, le mie mani, le sue, il pianto forte, disperato.

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Daniele me lo fece conoscere
lo stesso pomeriggio, quello della pioggia, mi prese il dito indice, come fosse lo spazio vuoto tra la seconda e terza riga del pentagramma, lo strinse nella sua mano che agganciava, disegnava salendo sulle altre linee formando una chiave

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