Questo brano nasce qualche anno fa durante una collaborazione con un gruppo musicale. Era il mese di febbraio e la neve iniziava a infiocchettare Roma che sembrava più bella del Natale, forse era il paradiso in una cantina umida con la puzza di muffa e da dietro la porta i passi continui di una città mai ferma, forse era l’illusione di un bianco inaspettato che mi fece scrivere proprio lì, quel ricordo mai stanco di una promessa importante.

Paradiso
C’era un filo di grano
nell’occhio della sua mano
la barba spinosa
la neve di fuori
si posa
ed io la tua sposa
più bianca la pelle
un albero verde
di pizzo vestito
il tuo sorriso
paradiso
giocava sul muro
il vento parlava
soffiava sul prato
di giorno giaceva
ed è primavera
scritto sul viso
paradiso.

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