Domenica 7 ottobre 2018

(Leggere articolo fino in fondo)

Come ogni prima domenica del mese a Roma in collaborazione con Zetema progetto cultura, i residenti non pagano l’ingresso nei musei, quindi dopo una rapida occhiatina su internet 👀 propongo il museo di zoologia che:
– No mamma!
– Ma è bellissimo!
– No mamma!
– Ci sono le uova, le muffe, gli animali grandi, grandi…
– No mamma!
– Ci sono i vermi, i ragni…
– Nooo!
– Gli scheletri degli animali!?
– Sul serio?
– Si!
– E poi c’è lo scheletro della balena gigante attaccato sul soffitto!
– 😍😍😍😍
L’idea di vedere le ossa di animali gli aveva dato una scarica di adrenalina come un mucchio di caramelle zuccherose mandate giù con tanta coca-cola. Il museo è sito in Via Aldovrandi e i collegamenti con i mezzi pubblici scarseggiano, essendo poi domenica, avendo un carrozzato, venendo da giorni di pioggia intensi…
– Andiamo in macchina?
– Decisamente!
Con 40 minuti e 2.457 “quanto manca?” arriviamo.
– Quanto manca?
– Siamo arrivati!
– Noi vogliamo vedere gli scheletri!
😤😤😤😤😤
Parcheggiamo a 200 mt dall’ingresso e già cominciamo male, anzi malissimo. Ogni 3 metri il marciapiede terminava e poi riprendeva, tutto senza nemmeno una rampa per la salita e scesa (potere dei bicipiti vieni a meeee) dopo aver maledetto metà dei ministri delle infrastrutture pubbliche compreso “l’indignato” ministro che si occupa della tutela dei disabili, siamo fronte ingresso, invocando forze maggiori con il fiato corto e già zuppi di sudore (si perché tutto ci aspettavamo tranne di trovare quasi 30°):
– Ti prego Gesù fai che sia accessibile per i disabili!
Effettivamente c’è un ascensore, tra l’altro molto bello con i vetri, non i soliti posizionati sul retro delle strutture che ti scaricano vicino il cesso, siamo entrati proprio dall’entrata principale! (Wow) così come l’interno è molto ampio con rampe per salita e discesa, gli espositori sono posizionati ad un’altezza ben visibile per chi è su sedia a rotelle, bagni per disabili presenti, non manca veramente nulla.
– Bravi!
Il tema conduttore alla base del percorso espositivo è la biodiversità nel mondo animale. Attraverso le sale di amori bestiali, vivere al limite, la barriera corallina, le zone umide della campagna romana, la collezione Arrigoni degli Oddi di uccelli, i mammiferi, gli anfibi e i rettili, fino allo scenografico salone degli scheletri (evviva) utilizzando anche strumenti multimediali e multisensoriali, si può conoscere le diverse forme animali e capirne l’origine e gli adattamenti a molteplici tipi di ambiente.
Le riproduzioni degli animali sono molto realistiche tanto da lasciarli veramente affascinati, bellissima l’idea di far annusare gli odori del bosco, la puzzola (bleeeah) la caverna dei pipistrelli, un pò scarsa la sala acquatica (passati letteralmente di corsa) Daniele rimane estasiato di fronte tutte le specie degli invertebrati, ma:
– Dove sono gli scheletri?
– Tra poco, tra poco…
(È praticamente l’ultima stanza, mica so scemi questi dei musei)
Mentre spiegavo nella sala di Arrigoni vedono in lontananza…
– LE OSSA 😍!
Scappano come lanciati da una fionda, Manuel con il passo saltellante alla Fantozzi, di lato Daniele in stile Caterpillar arruotava chiunque stesse davanti, una scena tra il ridicolo e il comico.
Il silenzio e lo stupore.
E purtroppo qui finisce il fantastiglioso immaginario d’integrazione, cultura, educazione civica e quant’altro, l’ultima sala, la più attesa, la più pregiata, la balena gigante, si trova due piani sotto, senza ascensore, letteralmente non accessibile!
– Peccato mamma!
Daniele ha la fortuna di avere un super-papà che senza battere ciglio si è caricato in braccio la scimmietta facendo finta che quelle scale non esistessero, facendo finta che tutto il Mondo fosse uguale, facendo finta che la diversità non pesi, facendo finta che la società sia inclusiva.
E ancora una volta c’è tanto da fare, soprattutto per noi genitori che dobbiamo spiegare la dis_integrazione.

Daniele cosa ne pensi del fatto che non ci sia l’ascensore per andare dalla balena? (Commento a caldo molto deluso)


Dopo qualche ora dalla pubblicazione di questo articolo, vengo contattata dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali Direzione Ville, Museo Civico di Zoologia di Roma, la quale, molto cordialmente mi invita a sentirsi telefonicamente perché la “sala balena” è accessibile dai disabili ed è strano che io non sia stata avvisata a maggior ragione che sono una blogger e che mi occupo di una rubrica sulla disabilità. Devo dire una persona eccezionale, mi spiega che si può accedere in sala da un ingresso sul retro passando dall’esterno e probabilmente tale accesso mi è stato omesso (ingiustificabilmente) dall’addetta in biglietteria, data la mole di persone in visita. Mi  invita per questo a tornare con la mia famiglia per visitare il museo insieme e conoscere personalmente Daniele. Ho trovato dietro tanta professionalità un cuore immenso, la passione e l’impegno costante che tali persone mettono nel loro lavoro, ho ritrovato umanità laddove spesso c’è menefreghismo, la stessa passione vista tra le sale espositive. Noi ci torniamo, però andateci anche voi. Da visitare assolutamente!

 

Rivedo il mio giudizio finale da vita da mamma versione special, perché l’umanità verso il mondo disabile, conta più di una rampa:

*****

5 stelle!

Complimenti

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Katiuscia Girolametti