Viva la squola itagliana

Non sarò poetica e nemmeno breve, mi è stato detto “rinuncia, l’italia va così” o “devi importi a settembre” come se Daniele l’avessi (passatemi il termine) cacato ieri, fatto sta che sono stanca, stanca della passività sociale. Ho scritto questa lettera, vi prego di leggerla.

Lettera pubblica a chi è più in alto di me e non sto parlando di Dio.

Nonostante le mie lotte per l’integrazione scolastica portate avanti e documentate tutte attraverso mail, Daniele sarà costretto a rinunciare all’uscita programmata del 17 aprile, vorrei però ricapitolare questo anno scolastico.
Il 19 novembre in consiglio di classe vengono enunciati i programmi abbracciati dal plesso, tra cui “attività motoria” il giorno seguente faccio subito comunicazione scritta nella quale metto in evidenza che tale progetto non è integrativo perché Daniele viaggia su un pullman disabili da solo mentre la classe procede su scuolabus, così chiedo che venga immediatamente sostituito, a tale mail mi rispondono tempestivamente le persone citate con una forma molto leggera nella quale mi si assicura che non può essere così come scritto. Il giorno seguente ancora, vengo convocata dal preside il quale mi dice che non può cambiare il progetto è quindi da novembre 2018 ogni martedì Daniele rimane in classe a fare un progetto alternativo (da me proposto) mentre la classe va in palestra per attività motoria, violando tutte le leggi di integrazione scolastica. Mi vengono porte le scuse e mi si garantisce che questi eventi non capiteranno più ma indovinate un pò? Dieci giorni fa durante la riunione esce il discorso uscita scolastica progetto bullismo, portato avanti da un’associazione mai menzionata, il quale si svolgerà in una Chiesa, essendo una breve distanza il comune mette a disposizione lo scuolabus (non ditta privata con pedana perché troppo onerosa, percorso breve) quindi senza accesso disabili. Il comune propone il solito trasportino per disabili nel quale il bambino deve viaggiare solo che oltre a non essere integrativo è pure pericoloso, così propongo alternative:

1) farsi prestare pullman con pedana da comune limitrofo, si chiama interscambio e si può fare.
2) fare lo stesso identico progetto in collaborazione con la polizia municipale nel nostro plesso.

Si perché appena saputo di questa uscita mi sono mobilitata e ho trovato il massimo dell’efficienza, cordialità e umanità da parte del comandante dei vigili urbani del nostro comune il quale si è offerto di andare presso la nostra scuola (come già faceva gli altri anni) anche il giorno stesso pur di non far subire questi momenti di non integrazione, dimostrando di avere non solo una divisa ma un cuore immenso e non smetterò mai di ringraziare per il gesto bellissimo offerto.
Ma alla scuola non è andata bene, il progetto bullismo dev’essere fatto dall’associazione (perché?) e il preside è fuori Italia quindi non si può chiamare un’altra scuola per farsi prestare il pullman… Insomma siamo alle solite, disorganizzazione, non integrazione e promesse fatte al vento. Mi permetto di fare un ultimo appunto nel mio piccolo da voce fuori dal campo, probabilmente una Don Chisciotte illusa che le cose possano cambiare o forse prepotente che le cose devono cambiare, un progetto bullismo che parte con la non integrazione di un ragazzo disabile ha già perso.
Buone vacanze di Pasqua a tutti dalla mamma e il papà di Daniele, genitori che vogliono solo fare i genitori e non i guerrieri.

Pubblicato da Katiuscia Girolametti

Rianimo le parole uccise dalle bocche cucite.

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