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Il libro che sta travolgendo l’estate italiana. La normalità è sopravvalutata

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La stampa lo ha definito: “un libro che affronta le problematiche reali con coraggio”

È impossibile leggere la prima pagina di questo
libro e fermarsi lì. Impossibile non sentire il bisogno, lo slancio, la necessità quasi di andare oltre, di
scostare le tende di quella finestra per conoscere
cosa accade in una famiglia normale dove, appunto,
il termine “normale” assume una connotazione
importante, essenziale, perché quella normalità
dev’essere ogni attimo inseguita, cercata, sudata.
Quattro mura tra le quali ciò che per gli altri è
banale diventa una conquista, ma non perché non
lo sia o venga sopravvalutato. La verità è che sono gli altri a sbagliare, sono gli altri a non comprendere quanto anche il più piccolo granello di sabbia
possa fare la differenza nel riempire o svuotare
una clessidra.
Così Katiuscia Girolametti scarica uno spirito
pieno di rabbia a volte, di delusione, sicuramente
di forza e speranza trasformandolo in bellissime pagine di vita. Sono quelle della sua famiglia, ma
che accomunano tantissime persone, tantissime
famiglie che in lei si rivedranno, nel suo sguardo, nella sua prospettiva, nella giornata di una madre
che si batte ogni singolo attimo affinché quello
che per gli altri è scontato non lo sia. Quest’opera,<span;>come uno schiaffo, un secchio d’acqua ghiacciata,
piomba sul lettore e lo risveglia dalla sua sopita
normalità, lo scuote, lo mette di fronte a situazioni che, forse, ha sempre sotto gli occhi ma che non
ha mai guardato davvero.
Questo libro costringe a vedere, ad accettare, a
subire una realtà che potrebbe anche non piacere ma che pretende – a ragione – di essere riconosciuta e – soprattutto – rispettata. L’emozione
generata da questa lettura si trasforma in forza, in speranza, in voglia di cambiamento e rivincita.
La normalità è sopravvalutata è la testimonianza di chi c’è ma troppo spesso non si vede, e ha tutte le carte in regola per divenire un manifesto, un proclama nel quale specchiarsi, parola dopo parola, da interiorizzare e fare proprio, soprattutto
<span;>per coloro che non conoscono la disabilità, spesso
<span;>portati a non tenerla in considerazione e a non
riconoscere le difficoltà che avere a che fare con
essa comporta.

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Pubblicato da Katiuscia Girolametti

Rianimo le parole uccise dalle bocche cucite.

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